NEW YORK. — L’oro vola ai massimi degli ultimi sei anni. Mentre le borse si prendono una pausa e gli investitori attendono l’esito del G20 e delle trattative fra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping, il metallo prezioso sale a 1.439,21 dollari, ai massimi dal maggio 2013.

A spingere le quotazioni dell’oro, in volata nelle ultime settimane, sono l’apertura della Fed a un taglio dei tassi di interesse e le crescenti tensioni fra Stati Uniti e Iran. La chiusura di Teheran alla diplomazia dopo l’ultima ondata di sanzioni varata dall’amministrazione Trump lascia intravedere come la corsa dell’oro sia destinata a continuare, almeno fino a quando non sarà chiaro come il conflitto si evolverà.

Ma il vero motore di crescita dell’oro sono le trattative commerciali fra Stati Uniti e Cina: un’ulteriore escalation potrebbe accelerare la corsa del metallo prezioso. L’esito del confronto fra Trump e Xi è tutt’altro che scontato, con gli Stati Uniti che sembrano intenzionati a portare avanti una linea dura.

“La paura e l’incertezza continueranno ad alimentare la volata dell’oro” sostengono gli analisti, convinti che la corsa ai beni rifugio è destinata a proseguire. Lo conferma il calo dei rendimenti dei Treasury a 10 anni, sceso sotto il 2% con la forte domanda per asset sicuri. In forte aumento anche il Bitcoin: superati gli 11.000 dollari, la criptovaluta continua a salire spinta in parte da Libra, la valuta digitale di Facebook.

Solo nell’ultimo mese il Bitcoin ha guadagnato il 30%, riportando alla memoria il rally di alcuni anni fa che lo ha spinto a un passo dai 20.000 dollari. La parola d’ordine nei prossimi giorni, sostengono gli analisti, è “prudenza” di fronte a un quadro in evoluzione e incerto. E in attesa di un tweet di Trump che potrebbe dichiarare chiusa la guerra commerciale con la Cina o il contrario.