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Ita: è di nuovo rottura, ma sindacati non demordono

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Ita: è di nuovo rottura, ma sindacati non demordono

ROMA.  â€» É muro contro muro tra Ita e i sindacati sul contratto di lavoro. La trattativa tra le parti è arrivata al punto di rottura. Da una parte, la società ha deciso di andare avanti unilateralmente con un regolamento aziendale, avviando già da domani la chiamata ad personam per le assunzioni.

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Dall’altra i sindacati hanno deciso di non abbandonare il tavolo, sfoderando le «armi» della mobilitazione permanente e dello sciopero.

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É questo l’esito dell’ennesimo confronto tra le parti: un dialogo tutt’altro che facile, riavviato dopo la rottura dell’8 settembre scorso e che l’azienda aveva già annunciato di voler chiudere entro oggi. L’incontro, su cui già in partenza le aspettative erano tutt’altro che rosee, è stato relativamente breve e la rottura è apparsa chiara fin da subito. Dopo circa due ore e mezzo al tavolo, seguito con apprensione da un presidio di circa 250 lavoratori davanti alla sede di Ita, la conferma: «Nonostante la disponibilità al dialogo dimostrata dalle organizzazioni sindacali, la dirigenza ha comunicato che procederà in maniera unilaterale con l’applicazione del regolamento aziendale e con l’immediata assunzione a chiamata dei lavoratori», hanno spiegato i sindacati confederali e tutte le sigle professionali in un comunicato congiunto.

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I sindacati hanno quindi organizzato un’occupazione simbolica della sala e deciso unitariamente di non abbandonare il tavolo di tratativa fino a quando «l’azienda non accetterà di avviare un confronto serio e costruttivo, privo di iniziative unilaterali».

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Ma l’azienda non sembra intenzionata a cambiare idea. «Le proposte pervenute non sono, purtroppo, accettabili e non costituiscono nemmeno una base di trattativa compatibile con la complessità e le tempistiche della sfida che la società debe affrontare in vista dell’avvio delle operazioni il 15 ottobre», chiarisce in serata una nota di Ita. La società, che, prendendo atto «dell’impossibilità di trovare un accordo dopo una lunga trattiva», ha consegnato alle rappresentanze dei lavoratori un proprio regolamento aziendale

Una presa di posizione, quella di Ita «molto grave e incomprensibile», denunciano i segretari generali delle sigle di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che accusano la società di aver posto «condizioni capestro», chiudendo «di fatto lo spazio per un vero negoziato». A questo punto, «è necesario l’intervento della proprietà, cioè il Ministero dell’Economia e delle Finanze», chiedono i sindacati, che annunciano la mobilitazione permanente con una manifestazione già domani mattina in centro a Roma e confermano lo sciopero del 24 settembre di tutto il trasporto aereo

Resta intanto aperto il nodo della cassa integrazione per i lavoratori che rimarranno in Alitalia. Il tavolo al Ministero del lavoro tra la società in amministrazione straordinaria e i sindacati sulla proroga di un anno della cigs per oltre 7 mila lavoratori (platea per la quale Alitalia ha chiesto un’estensione dei numeri) è rimasto aperto in attesa che il governo delle iniziative che il Governo potrebbe assumere sul prolungamento della cassa

La richiesta al momento è di un anno (fino al 23 settembre 2022), ma i sindacati chiedono una garanzia almeno fino al 2025 per garantire i lavoratori per tutta la durata del piano di Ita

(di Enrica Piovan/ANSA)

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